25° HBH: L’aperitivo in bicicletta di Natale – 21 Dicembre 2007

Venerdì 21 Dicembre 2007 alle ore 18 ci troviamo presso la pensilina biciclette della Stazione FS di Brescia per il consueto appuntamento mensile con la nostra biciclettata lungo le vie di Brescia.
Come ogni mese vogliamo portare il nostro messaggio a favore di una mobilità urbana più sostenibile e vista l’occasione del Natale vogliamo regalare un po’ di poesia ai nostri concittadini, con i nostri divertenti travestimenti, con la fantasia degli addobbi delle nostre biciclette, con la nostra musica e soprattutto con la voglia di stare insieme.
Al termine della biciclettata ci sarà un allegro concorso che vedrà sfilare le nostre due ruote opportunamente addobbate e premiare per acclamazione popolare la decorazione più originale e agli instancabili pedalatori che parteciperanno all’evento verrà offerto un gustoso aperitivo come da tradizione in collaborazione con l’associazione “Quelli del Calendario”.
Quindi via libera alla fantasia e in sella!

La biciclettata si snoderà lungo:
Piazzale Stazione, Viale Stazione, Corso Martiri della Libertà, Via Fratelli Porcellaga, Via Dante, Via Cairoli, Via dei Mille, Corso Garibaldi, Via Battaglie, Contrada del Carmine, Via San Faustino, Via Porta Pile, Via Marsala, Via Milazzo, Via Foscolo, Via Campo di Marte, Via Bredina, Via Apollonio, Via Lombroso, Via Pusterla, Via Turati, Piazzale Arnaldo, Via Tosio, Via Gambara, Via Cattaneo, Via Gallo, Piazza Foro, Via Musei, Via Mazzini, Corso Zanardelli, Via X Giornate, Via Trieste, Piazza del Duomo.

Rinnoviamo l’appuntamento:
Venerdì 21 Dicembre 2007: ritrovo alle ore 18 presso la pensilina biciclette della Stazione FS di Brescia.

Per chi vuole aiutarci con la promozione di questo evento ecco qualche indirizzo dove potete trovare locandine e volantini in vari formati da stampare e da far girare:

Volantini in A5;

Locandina in A4;

Locandina in A3;

Immagine da inserire nelle vostre email.

L’HBH: un’esperienza di situazionismo e il valore di un sorriso

Può essere poco o tanto ma ispirare un sorriso nelle persone che ci vedono sfilare mi sembra un motivo sufficiente per continuare a credere nella bontà e nel senso dell’HBH.
Qualcuno si ferma come inebetito a guardarci poiché il nostro passaggio richiede un’interpretazione, un tentativo di omologazione e una lettura logica che il nostro anonimato peraltro non favorisce.
Chi sono? cosa vogliono? dove vanno? perché non è sul giornale ? e i vigili? chi li paga?
Ieri, in occasione del 24° HBH, per la prima volta, ho fatto l’esperienza dello spettatore: Ivo ed io, dovendo recuperare il jack per il lettore audio, abbiamo aspettato il gruppo già partito dalla stazione, lungo il ring, all’altezza di via XXV Aprile, uno dei punti in cui le automobili corrono forte.
Ebbene, l’approssimarsi delle biciclette, annunciato dalle luci blu lampeggianti delle moto dei vigili, procura in chi non ci conosce, il bisogno di collocare in un quadro logico ciò che si è appena visto.
Forse la bellezza di queste scorribande in bici è riposta nel senso di sorpresa, di spaesamento e di incoerenza di chiara derivazione situazionista e, in questo senso perfino artistica, tra ciò che siamo abituati a vedere per strada e il momento di apparente (nonsenso) che in quell’istante si sta celebrando.
Ecco perché L’Happy Bike Hour NON deve cambiare giorno e ora: esso deve coincidere con il momento di maggior traffico cioè con la rush hour, con quell’ora punta del venerdì, comune a tutte le città del mondo.
Solo così si fa grande: nella sua disarmante spregiudicatezza, sfidando le abitudini più rigide, le normalità più consolidate come in un appuntamento con il mondo alla rovescia carnevalesco (che peraltro è stato rimosso dalla nostra cultura) e che, per un’ora al mese, viene messo in scena.
In questo senso allora l’Happy Bike Hour rafforza ancor più il suo significato durante la stagione invernale con il buio ed il freddo, quando le bici illuminate e la musica a tutto volume assumono, in chi ci vede, un aspetto onirico, da stropicciamento di occhi.
L’augurio è che la partecipazione si faccia più ampia possibile e che si mettano in moto idee e proposte per fare dell’HBH una preziosa e salutare prassi di anarchia urbana insieme ad un’occasione, sempre preziosa, per suscitare un sorriso in chi ci vede e in chi sentirà da qualcuno di averci visto.

Due anni di Happy Bike Hour

“La bicicletta inventa una nuova geografia della città.
Per maggiori informazioni rivolgiti alla tua mente.”

(da una mailing list)

“La prospettiva è progressista, l’utopia è conservatrice.”
(awake)

L’Happy Bike Hour (HBH) ha compiuto due anni. Era infatti il tardo pomeriggio del 23 dicembre del 2005 quando in Piazzale Arnaldo, tra il consueto carosello delle auto-immobili comparve uno “sciame” di babbi natali in bicicletta che, diffondendo musica natalizia, buonumore e allegria, spezzavano il monotono, quotidiano panorama urbano di auto in coda. I ciclisti natalizi sfilarono per le vie del centro città attraverso un percorso conclusosi con un aperitivo (nella fattispecie con del vino brulé offerto dagli alpini in piazza Rovetta).
L’HBH s’ispira chiaramente alla massa critica, termine che, originariamente riferito solo al processo di fissione nucleare, è passato a significare il movimento di protesta dei ciclisti urbani.
Esso nacque nel 1992 in quella città-simbolo del progressismo che è sempre stata San Francisco, culla della beat generation ma anche di invenzioni, venendo più vicino a noi, come la mountain bike che è nata qui, forse non solo in ragione della tormentata altimetria cittadina.
Dalla città californiana la massa critica si è rapidamente diffusa in più di duecento città nel mondo, dal Sol Levante all’Australia e, vista la “regola” che la si fa svolgere nel tardo pomeriggio di ogni ultimo venerdì del mese, si può dire che su di essa, per quel giorno, non cali mai il sole.
L’HBH vuole riproporre questo fenomeno in versione nostrana assumendone ragioni e obiettivi e cioè:
•    Il sostegno di un nuovo progetto per la città che spezzi la monocultura dei mezzi a motore che per troppi decenni ha dominato (anche) l’urbanistica con effetti drammatici per la vivibilità e la socialità dei quartieri.
•    Un’azione di lobbying per la difesa dei ciclisti delle loro istanze per una maggiore sicurezza. Chiediamo con forza una giusta assegnazione di spazio alle biciclette nell’ambito della gerarchia stradale.
•    La volontà di mettere in discussione la “normalità” di abitudini quotidiane radicate come il recarsi al lavoro in automobile, mostrando che la rush hour, l’ora di punta, potrebbe vedere tanti ciclisti fianco fianco invece che puzzolenti e rumorose automobili. Vogliamo indicare un’alternativa più conviviale e gentile nel servirsi delle delle città che abitiamo e frequentiamo come uomini prima ancora che come automobilisti per contrastare quel processo di atomizzazione e di sempre maggiore isolamento che i nostri stili di vita ci impongono.
•    La possibilità di partecipare in prima persona ad una manifestazione in cui si può dare libero sfogo alla propria creatività e fantasia, in una dimensione realmente collettiva e gioiosa. Così la strada diventa il palcoscenico, lo spazio pubblico da vivere, non solo da attraversare. Non accettiamo che i luoghi deputati all’incontro con gli altri siano diventati solo i centri commerciali recintati da tangenziali, palestre, bar e discoteche. Vorremmo poter ritornare a goderci i luoghi che ci rendono cittadini: gli spazi pubblici.

Siamo convinti che questo ritrovo mensile, questa “coincidenza organizzata” di ciclisti che s’incontrano per pedalare insieme una volta al mese nell’ora di punta in città, abbia ancora molto da dire. Siamo pronti a scommettere in una partecipazione che, se per ora è ancora piuttosto scarsa, è destinata a farsi “massa”, appunto.

24° Happy Bike Hour: La locandina

Eccovi la locandina ufficiale del prossimo HBH:

Materiale per la promozione:
– Volantini in A5: http://files.meetup.com/207896/VolantiniA5BiancoNero24HBH.pdf
– Locandina in A3: http://files.meetup.com/207896/LocandinaA3acolori24HBH.pdf

Settimana prossima dovrei riuscire a comunicare il percorso ed eventuali altri dettagli.
Buon week end!

Groeningen: La Brescia che vorremmo.

Groeningen, città olandese di 200 mila abitanti. Città grande come la nostra Brescia. Perchè non prenderla ad esempio? Per questo due settimane fa durante il 23° Happy Bike Hour abbiamo preparato uno striscione con scritto “10-100-1000 Groeningen“.
Gustatevi il filmato tratto da una puntata di Report del mese scorso, non è fantascienza:

CORE VAN DER KLAUUW — DIRIGENTE DIP. PIANIFICAZIONE URBANA – GRONINGEN
Si, assolutamente si, normalmente almeno una delle due (piste ciclabili) c’è. Non ci sono soltanto in alcune strade secondarie poco trafficate , oltre naturalmente a buona parte del centro storico, visto che lì le auto non possono circolare praticamente da nessuna parte. Qui invece siamo in uno degli incroci principali della città. Come vedi ci sono piste ciclabili in tutte le direzioni. E c’è un semaforo apposta per i ciclisti.
Chi svolta a destra non deve aspettare il verde. Per tutti gli altri il verde scatta simultaneamente, così che quando passano le bici non ci sono macchine in mezzo all’incrocio. Qui invece puoi vedere come agli incroci più piccoli abbiamo riservato per le bici un posto davanti alle auto, in questo modo i ciclisti non sono costretti a respirare gli scarichi delle macchine, e poi possono partire per primi. E comunque oggi stiamo cercando di sostituire tutti i semafori con rotonde come questa. Come puoi vedere lungo tutta la rotonda c’è una corsia apposta per le bici, il che significa che i ciclisti non devono aspettare che passino le macchine per entrare nella rotonda. Accanto a questo ponte mobile che è su un canale molto trafficato e quindi si apre spesso, abbiamo costruito due nuovi ponti, così che i ciclisti invece di aspettare possono passare direttamente da qui, e si tratta di circa 14.000 bici ogni giorno. E poi ovviamente visto che su 180.000 abitanti a Groningen ci sono circa 300.000 bici, abbiamo investito anche in parcheggi. E così solo nel centro storico ci sono posteggi per circa 6000 bici. Questo è uno dei più grandi, proprio nella piazza centrale, ci sono circa 400 posti.
E poi ovviamente c’è il nostro intervento più imponente, l’avete gia visto, è il nuovo parcheggio della stazione, circa 5000 posti.

Come spiega l’assessore olandese a Groeningen le piste ciclabili sono praticamente in ogni strada ad eccezione del centro storico, dove le automobili non hanno accesso!
A Brescia in centro storico abbiamo fortunatamente anche noi le cosiddette “Zone a Traffico Limitato” che non permettono l’accesso alle macchine. Purtroppo però sono regolarmente sotto attacco. Proprio in difesa delle ZTL venerdì 30 novembre si svolgerà il nostro 24° Happy Bike Hour: il complenno dell’ Happy Bike Hour: siamo arrivati infatti alla 24esima edizione senza saltare nemmeno un mese!!!

Il 23° HBH in difesa della pista ciclabile della Bornata su Brescia Oggi

Un ringraziamento ad Andrea Podestani e al suo collega fotografo per aver creduto, insieme a noi, che nonostante la pioggia la protesta si sarebbe svolta e un GRAZIE al “Bresciaoggi” per averci dato un così ampio spazio.

Il testo dell’articolo:

“La pioggia ci ha provato, ma non è riuscita a bloccarlo del tutto. Si è tenuto comunque il sit-in organizzato dagli «Amici della bici» che ieri pomeriggio, dopo aver attraversato le zone nevralgiche della città, si sono ritrovati alle 19 in viale Bornata, davanti a Borgo Wuhrer, a margine del ventitreesimo «Happy Hour bike», il consueto «aperitivo in bicicletta» in programma ogni ultimo venerdì del mese. E la protesta questa volta ha assunto un valore particolare: ricordare la scomparsa di Gino Beriola, il 72enne di San Polo morto lo scorso 12 ottobre in seguito ad un violento scontro con un camioncino parcheggiato in piena pista ciclabile proprio in viale Bornata . Nonostante la tenacia della protesta, il livello di scarsa sensibilità verso i ciclisti mostrata dalle auto in transito non è sembrato diminuire. Tutt’altro. «Si tolga subito di qui!» urla alterato Ivano Baldi, membro degli «Amici della bici», rivolgendosi ad un’automobilista che decide di parcheggiare in piena pista ciclabile nell’ora di punta. Una sosta che costringe un ciclista a fermarsi di colpo per poi cambiare percorso.
«La ragione della protesta è sotto gli occhi di tutti – spiega Angelo D’Errico, vicepresidente del circolo – chiediamo semplicemente di spostare di un paio di metri le file di paletti di metallo presenti ai lati delle strade per salvaguardare i percorsi riservati alle bici, oltre a coinvolgere le scuole guida a migliorare il comportamento degli automobilisti». «L’impressione che si avverte girando per le strade – secondo Egidio Crotti – è che i ciclisti corrano i rischi maggiori perchè molti automobilisti non si attengono alle norme stradali. In Germania non esistono protezioni a margine delle piste ciclabili, senza che se ne avverta il bisogno».
Ma alla manifestazione non sono presenti solo i soci del circolo. Paolo Faustini oltre a far parte del circolo è anche membro del Meet-Up di Beppe Grillo. «La collaborazione è iniziata dopo il blocco della tangenziale sud avvenuto lo scorso febbraio, durante una giornata di blocco del traffico». «Eppure a Brescia molti cittadini usano la bici – riprende Ivano Baldi – per cui non si può dire che non ci sia sensibilizzazione. I dati di rilevazione compiuti dal Comune dimostrano che l’affluenza di ciclisti tra le 7.30 e le 9.30 e tra le 17.30 e le 19 è buono anche se si potrebbe fare di più».”

Brescia su Critical Map

Ho il piacere di annunciarvi che dopo qualche mese di attesa è stata pubblicata la nostra cartina su Critical Map. Per chi non sapesse cos’è Critical Map, eccovi il manifesto dei suoi creatori:

Manifesto
Critical Map è un progetto di “ciclocartografia partecipata”: il sito http://www.criticalmap.org costituisce una piattaforma comune che permette – a chi si muove in bicicletta – di fissare la propria visione dello spazio urbano sulla mappa delle nostre città.

Perché Critical Map
Il nome “Critical Map” ha un doppio significato: da una parte, fa riferimento all’esperienza di Critical Mass, che ha dato origine allo spunto iniziale. Dall’altra, fa riferimento alla possibilità di fissare su una mappa la visione “critica” ed onirica che un ciclista ha della propria città e delle possibilità che il suo territorio può offire.

Obiettivi
Anche l’obiettivo di Critical Map è duplice: da una parte, la Critical Map è una mappa ad uso e consumo dei ciclisti, utile per aver consigli sui percorsi migliori da percorrere in bicicletta, sulle zone da evitare, sui cantieri delle nuove piste ciclabili, ecc.; dall’altra, con Critical Map si dà una rappresentazione della nostra città ideale: come dovrebbe essere la città per venire incontro alle nostre esigenze di mobilità? Con Critical Map possiamo, ad esempio, mostrare alle amministrazioni locali quali sono i punti critici in cui sarebbe utile intervenire, dove servirebbero nuove piste, dove bisognerebbe controllare meglio la situazione del traffico, ecc… Parallelamente a ciò si potranno segnare luoghi o percorsi di utilità o di attenzione per il ciclista urbano: ciclofficine, percorsi della massa critica, fontanelle dove abbeverarsi, luoghi e traiettorie per inventarsi percorsi comuni verso i luoghi di lavoro, studio, divertimento…
In generale, Critical Map è uno strumento per promuovere un’idea di mobilità sostenibile che ha al suo centro la bicicletta.

Un blog dalla strada
Ma non solo: andare in bici per la città è un’esperienza magnifica e può dare sensazioni uniche. Allora sulla Critical Map si potranno segnare luoghi e percorsi legati all’aspetto emozionale (singolare e collettivo) dell’andare in bicicletta: luoghi della memoria, luoghi in cui ti sei innamorato pedalando, luoghi che ti hanno dato emozioni particolari. Potresti anche segnalare che in quel punto, proprio lì, alle 2:03 di mattina, tornando da una serata alcolica, ti sei piantato a terra perchè i tuoi piedi sono scivolati sui pedali…

Critical Map va quindi a costituire una sorta di blog dalla strada, una mappa psicogeografica che si muove come un boa con i “post-it” azzeccati sulla schiena, immaginarie scie che tracciano le nostre nuova città…

Per ora sono riuscito solo ad inserire il ritrovo dei nostri HBH e l’itinerario dell’appuntamento di domani, per una questione di tempi.
Presto inseriremo la rete delle piste ciclabili bresciane e piano piano segnaleremo tutti i problemi che hanno.
Chi vuol dare una mano a questo progetto è il benvenuto, quindi iscrivetevi numerosi e pubblicate qualsiasi suggerimento, ricordo, segnalazione, riguardo alle vostre esperienze da ciclisti urbani: saranno fondamentali! Critical Map è uno strumento molto importante e funzionale: ci permetterà di avere sotto controllo la situazione di tutta la città, di segnalare alla nostra amministrazione in modo preciso gli interventi da fare e di scambiarci consigli su come girare al meglio la nostra città in bicicletta evitando cantieri, zone pericolose e quant’altro.
Funzione molto interessante: per ogni segnalazione è possibile caricare una fotografia di testimonianza…
Alla prossima, intanto iscrivetivi numerosi!
http://www.criticalmap.org/brescia/