I sindaci e la CO2

 Dal Blog di Beppe Grillo oggi parte un appello ai sindaci delle nostre città:  “[…]I sindaci possono fare più della UE. Taxi ibridi. Autobus elettrici. Piste ciclabili. Vietino alle macchine più inquinanti l’ingresso in città.[…]”

Dato che si stanno avvicinando le elezioni amministrative a Brescia, segnalateci le vostre idee a riguardo, commentando questo articolo qui sotto, oppure scrivendo a: grillo.meetupbrescia @ gmail . com (senza spazi): le sottoporremo ai candidati sindaci per capire le loro intenzioni.

Scrivete, proponete e rimanete sintonizzati.

Eccovi l’articolo completo di Beppe:

da http://www.beppegrillo.it:

Gli untori del CO2 

La Commissione Europea ha proposto di ridurre l’emissione di monossido di carbonio delle auto entro il 2012. Si dovrà emettere un valore medio di 130 grammi al chilometro contro i 160 attuali. I produttori che non si adeguano dovranno pagare 20 euro per ogni grammo in più rispetto al limite fissato, multa che arriverà a 95 euro per grammo dal 2016.
Il taglio del 19% dei veleni è ritenuto “una proposta molto deludente” da Sergio Marchionne, ma insufficiente dagli ambientalisti. Più è pesante il veicolo più inquina. Un SUV intossica meglio di una Cinquecento. La soglia dei 120 grammi/km è più difficile da raggiungere per le macchine di grossa cilindrata. La classifica dei killer dei nostri polmoni è guidata da Porsche con circa 255 grammi/km, seguita da Subaru, Daimer Chrysler, BMW, Mazda e Mitsubischi.
La Merkel, dalla verde Germania, letti i risultati, invece di prendersela con i costruttori del suo Paese, ha dichiarato che si vuole fare: “Una politica industriale a scapito dei costruttori tedeschi”. E ha aggiunto senza neppure arrossire: “E’ inammissibile che per metà delle auto francesi non si debba fare niente e invece sarà colpito il 90% delle auto tedesche, si tratta di uno squilibrio sul quale intervenire”. Forse la Merkel vuole che tutte le macchine inquinino come la Porsche.
L’italiana ANFIA, Associazione Nazionale Fiera Industria Automobilistica, ha dichiarato che l’UE: “penalizza fortemente le macchine di piccola cilindrata, già virtuose in termini di emissioni”.
Le reazioni degli untori del CO2, piccoli o grandi, sono le stesse. I polmoni non rientrano nei loro parametri produttivi.
Chi paga per l’inquinamento? Il sistema sanitario nazionale. I ricoveri per le malattie polmonari, inclusi i tumori, sono a carico dello Stato. Quanto ci costa l’inquinamento delle auto? Anche chi va in bicicletta paga una parte del prezzo di una SUV attraverso l’acquisto di antibiotici.
Propongo una tassa sulla salute alla fonte per gli automobilisti. Più inquina la macchina più paghi. E una visita guidata obbligatoria e con cadenza mensile per i guidatori di SUV alle corsie dei malati terminali di tumore al polmone.
I sindaci possono fare più della UE. Taxi ibridi. Autobus elettrici. Piste ciclabili. Vietino alle macchine più inquinanti l’ingresso in città. Il CO2 i proprietari potranno respirarlo insieme ai familiari nel garage di casa.

HBH di Natale: il video.

Tanti cari auguri di buon Natale a tutti!

25 HBH di Natale: Conferenza Stampa

Ringraziamo Emanuele Galesi e Nadia Toffa per la loro presenza alla conferenza stampa di presentazione dell’ aperitivo in bicicletta di Natale.

25° HBH: L’aperitivo in bicicletta di Natale – 21 Dicembre 2007

Venerdì 21 Dicembre 2007 alle ore 18 ci troviamo presso la pensilina biciclette della Stazione FS di Brescia per il consueto appuntamento mensile con la nostra biciclettata lungo le vie di Brescia.
Come ogni mese vogliamo portare il nostro messaggio a favore di una mobilità urbana più sostenibile e vista l’occasione del Natale vogliamo regalare un po’ di poesia ai nostri concittadini, con i nostri divertenti travestimenti, con la fantasia degli addobbi delle nostre biciclette, con la nostra musica e soprattutto con la voglia di stare insieme.
Al termine della biciclettata ci sarà un allegro concorso che vedrà sfilare le nostre due ruote opportunamente addobbate e premiare per acclamazione popolare la decorazione più originale e agli instancabili pedalatori che parteciperanno all’evento verrà offerto un gustoso aperitivo come da tradizione in collaborazione con l’associazione “Quelli del Calendario”.
Quindi via libera alla fantasia e in sella!

La biciclettata si snoderà lungo:
Piazzale Stazione, Viale Stazione, Corso Martiri della Libertà, Via Fratelli Porcellaga, Via Dante, Via Cairoli, Via dei Mille, Corso Garibaldi, Via Battaglie, Contrada del Carmine, Via San Faustino, Via Porta Pile, Via Marsala, Via Milazzo, Via Foscolo, Via Campo di Marte, Via Bredina, Via Apollonio, Via Lombroso, Via Pusterla, Via Turati, Piazzale Arnaldo, Via Tosio, Via Gambara, Via Cattaneo, Via Gallo, Piazza Foro, Via Musei, Via Mazzini, Corso Zanardelli, Via X Giornate, Via Trieste, Piazza del Duomo.

Rinnoviamo l’appuntamento:
Venerdì 21 Dicembre 2007: ritrovo alle ore 18 presso la pensilina biciclette della Stazione FS di Brescia.

Per chi vuole aiutarci con la promozione di questo evento ecco qualche indirizzo dove potete trovare locandine e volantini in vari formati da stampare e da far girare:

Volantini in A5;

Locandina in A4;

Locandina in A3;

Immagine da inserire nelle vostre email.

L’HBH: un’esperienza di situazionismo e il valore di un sorriso

Può essere poco o tanto ma ispirare un sorriso nelle persone che ci vedono sfilare mi sembra un motivo sufficiente per continuare a credere nella bontà e nel senso dell’HBH.
Qualcuno si ferma come inebetito a guardarci poiché il nostro passaggio richiede un’interpretazione, un tentativo di omologazione e una lettura logica che il nostro anonimato peraltro non favorisce.
Chi sono? cosa vogliono? dove vanno? perché non è sul giornale ? e i vigili? chi li paga?
Ieri, in occasione del 24° HBH, per la prima volta, ho fatto l’esperienza dello spettatore: Ivo ed io, dovendo recuperare il jack per il lettore audio, abbiamo aspettato il gruppo già partito dalla stazione, lungo il ring, all’altezza di via XXV Aprile, uno dei punti in cui le automobili corrono forte.
Ebbene, l’approssimarsi delle biciclette, annunciato dalle luci blu lampeggianti delle moto dei vigili, procura in chi non ci conosce, il bisogno di collocare in un quadro logico ciò che si è appena visto.
Forse la bellezza di queste scorribande in bici è riposta nel senso di sorpresa, di spaesamento e di incoerenza di chiara derivazione situazionista e, in questo senso perfino artistica, tra ciò che siamo abituati a vedere per strada e il momento di apparente (nonsenso) che in quell’istante si sta celebrando.
Ecco perché L’Happy Bike Hour NON deve cambiare giorno e ora: esso deve coincidere con il momento di maggior traffico cioè con la rush hour, con quell’ora punta del venerdì, comune a tutte le città del mondo.
Solo così si fa grande: nella sua disarmante spregiudicatezza, sfidando le abitudini più rigide, le normalità più consolidate come in un appuntamento con il mondo alla rovescia carnevalesco (che peraltro è stato rimosso dalla nostra cultura) e che, per un’ora al mese, viene messo in scena.
In questo senso allora l’Happy Bike Hour rafforza ancor più il suo significato durante la stagione invernale con il buio ed il freddo, quando le bici illuminate e la musica a tutto volume assumono, in chi ci vede, un aspetto onirico, da stropicciamento di occhi.
L’augurio è che la partecipazione si faccia più ampia possibile e che si mettano in moto idee e proposte per fare dell’HBH una preziosa e salutare prassi di anarchia urbana insieme ad un’occasione, sempre preziosa, per suscitare un sorriso in chi ci vede e in chi sentirà da qualcuno di averci visto.

Due anni di Happy Bike Hour

“La bicicletta inventa una nuova geografia della città.
Per maggiori informazioni rivolgiti alla tua mente.”

(da una mailing list)

“La prospettiva è progressista, l’utopia è conservatrice.”
(awake)

L’Happy Bike Hour (HBH) ha compiuto due anni. Era infatti il tardo pomeriggio del 23 dicembre del 2005 quando in Piazzale Arnaldo, tra il consueto carosello delle auto-immobili comparve uno “sciame” di babbi natali in bicicletta che, diffondendo musica natalizia, buonumore e allegria, spezzavano il monotono, quotidiano panorama urbano di auto in coda. I ciclisti natalizi sfilarono per le vie del centro città attraverso un percorso conclusosi con un aperitivo (nella fattispecie con del vino brulé offerto dagli alpini in piazza Rovetta).
L’HBH s’ispira chiaramente alla massa critica, termine che, originariamente riferito solo al processo di fissione nucleare, è passato a significare il movimento di protesta dei ciclisti urbani.
Esso nacque nel 1992 in quella città-simbolo del progressismo che è sempre stata San Francisco, culla della beat generation ma anche di invenzioni, venendo più vicino a noi, come la mountain bike che è nata qui, forse non solo in ragione della tormentata altimetria cittadina.
Dalla città californiana la massa critica si è rapidamente diffusa in più di duecento città nel mondo, dal Sol Levante all’Australia e, vista la “regola” che la si fa svolgere nel tardo pomeriggio di ogni ultimo venerdì del mese, si può dire che su di essa, per quel giorno, non cali mai il sole.
L’HBH vuole riproporre questo fenomeno in versione nostrana assumendone ragioni e obiettivi e cioè:
•    Il sostegno di un nuovo progetto per la città che spezzi la monocultura dei mezzi a motore che per troppi decenni ha dominato (anche) l’urbanistica con effetti drammatici per la vivibilità e la socialità dei quartieri.
•    Un’azione di lobbying per la difesa dei ciclisti delle loro istanze per una maggiore sicurezza. Chiediamo con forza una giusta assegnazione di spazio alle biciclette nell’ambito della gerarchia stradale.
•    La volontà di mettere in discussione la “normalità” di abitudini quotidiane radicate come il recarsi al lavoro in automobile, mostrando che la rush hour, l’ora di punta, potrebbe vedere tanti ciclisti fianco fianco invece che puzzolenti e rumorose automobili. Vogliamo indicare un’alternativa più conviviale e gentile nel servirsi delle delle città che abitiamo e frequentiamo come uomini prima ancora che come automobilisti per contrastare quel processo di atomizzazione e di sempre maggiore isolamento che i nostri stili di vita ci impongono.
•    La possibilità di partecipare in prima persona ad una manifestazione in cui si può dare libero sfogo alla propria creatività e fantasia, in una dimensione realmente collettiva e gioiosa. Così la strada diventa il palcoscenico, lo spazio pubblico da vivere, non solo da attraversare. Non accettiamo che i luoghi deputati all’incontro con gli altri siano diventati solo i centri commerciali recintati da tangenziali, palestre, bar e discoteche. Vorremmo poter ritornare a goderci i luoghi che ci rendono cittadini: gli spazi pubblici.

Siamo convinti che questo ritrovo mensile, questa “coincidenza organizzata” di ciclisti che s’incontrano per pedalare insieme una volta al mese nell’ora di punta in città, abbia ancora molto da dire. Siamo pronti a scommettere in una partecipazione che, se per ora è ancora piuttosto scarsa, è destinata a farsi “massa”, appunto.